L'avventura nel nuovo mondo.
Sono sempre stato affascinato dai viaggi. A 18 anni ho cominciato a lavorare per essere indipendente e per poter viaggiare.
Il mio primo viaggio fu a Londra. Non ho mai provato piacere a studiare e l'inglese non era il mio forte. Cosi, dopo essermi diplomato, decisi di recuperare il tempo perso andando in Inghilterra, trovarmi un lavoro e imparare la lingua nell'unico modo in cui avrei potuto farlo: costretto. L'esperienza non fu molto edificante, mi trovai da solo a 19 anni in una città fredda e inospitale, costretto a vivere in una puzzolente camera di ostello con il pavimento in moquette condivisa con un inglese alcolista e un francese bohemien, facendo qualsiasi tipo di lavoretto per mettere insieme il pranzo con la cena. Non fu facile, dopo 5 mesi tornai a casa.
Dopo diverse esperienze stagionali ho lavorato come impiegato della logistica, prima a Praga e poi a Ravenna, prima di essere assunto all'Autorità portuale dove con poco entusiasmo sono stato impiegato per 7 anni. Nel frattempo mi sono laureato in Enologia e ho deciso di licenziarmi per lavorare nel settore dei miei studi. Il lavoro di ufficio non faceva per me, avevo bisogno di stimoli e di un lavoro dinamico a contatto con la natura. Beh, non andò proprio come speravo. Il settore del vino in Italia era saturo, le piccole aziende per risparmiare condividevano e condividono tuttora l'enologo che segue più cantine, e il lavoro da cantiniere e da operaio agricolo non facevano per me.
A 44 anni mi ero trasferito prima a Reggio Emilia poi in Toscana, in provincia di Siena, per lavorare in alcune cantine vinicole, in situazioni lavorative di sfruttamento. Nel giro di 2 anni mi sono rotto un polso, il tendine del dito di una mano e una costola. Tra un infortunio e un altro ho viaggiato l'Italia con il mio camper. L'esperienza senza dubbio più bella della mia vita.
Pur considerando l'Italia il paese più bello del mondo, ero purtroppo amareggiato e sfiduciato. Non vedevo come le cose potessero migliorare dal punto di vista lavorativo. Così arrivò il viaggio in Colombia. Qui vidi un paese giovane, appena uscito da anni di conflitti armati, con spazi di natura magnifica e incredibilmente varia: foreste tropicali, montagne innevate, deserti, e poi acqua, tanta acqua.
Non so il perché ma la decisione fu quasi immediata e semplice: mi sarei trasferito in Colombia.

Commenti
Posta un commento